Tutti gli uomini nascono liberi

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    “L’uomo è nato libero e dappertutto è in catene”

    Così scriveva Rousseau nel suo “Il contratto sociale”. Tutti gli uomini nascono liberi, ma quasi dappertutto l’uomo è in catene.Quando è successo tutto questo ? Quando ogni uomo, durante la sua vita, decide di incatenarsi ? Qual é l’istante preciso in cui si diventa schiavi e soprattutto chi è che ci rende tali ?Penso che la risposta sia molto più semplice di quanto si pensi, siamo noi a renderci schiavi. Giorno dopo giorno mettiamo delle catene alla nostra vita, catene del superfluo, del conformismo o dell’accettazione sociale. Forse queste catene dipendono anche dalla paura di dover essere gli unici ad amministrare la nostra vita, uscire da quei binari già segnati ed essere totalmente liberi di scegliere chi siamo e cosa vogliamo diventare.Immaginiamo solo per un attimo di voler essere noi a gestire la nostra vita, a gestirla nella sua totalità: andare a vivere dove si vuole, fare un lavoro che ci renda realizzati, passare le giornate in cui si possa guardare il cielo senza stare a pensare all’orologio e alle cose che si devono fare per non so quale obbligo . Tutto questo però ha un costo: Thoreau diceva che un uomo è ricco (o libero) in proporzione al numero di cose di cui può fare a meno. A quante cose siamo disposti a rinunciare per il privilegio di tornare padroni del nostro tempo, o almeno di una parte di esso ?Per tornare ad essere liberi bisogna rinunciare al superfluo, ad accontentare sempre gli altri prima di se stessi; bisogna dare aria alla propria anima. Bisogna diventare leggeri.

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