Marocco 🇲🇦

Itinerario

Questo non è un semplice itinerario turistico in Marocco, ma un racconto di viaggio vissuto con tutti i sensi.

Niente liste di “cose da fare”, ma emozioni, profumi e silenzi che solo chi sceglie di viaggiare lento e autentico può davvero cogliere.
Il Marocco è un mondo di contrasti, dove il blu delle città del nord incontra l’oro del deserto e il rosso delle montagne dell’Atlante.

È un Paese che ti entra dentro, che si sente sulla pelle e nel cuore.

Il nostro Itinerario on the road:

1° Giorno: Arrivo a Tangeri e trasferimento in pullman presso Chefchaouen

2° Giorno: Il primo giorno in terra Marocchina si svolge interamente nella città che guarda le vette: Chefchaouen.
Questo è uno dei significati del nome di questa bellissima città adagiata a 564m s.l.m. sulle montagne del RIF.
Nel corso del tempo Chefchaouen ha preso il nome di “Città Blu“, a causa del colore che ricopre tutte le vie e le strade della medina. 

3° Giorno: Il terzo giorno di viaggio si lascia Chefchouen per dirigersi verso Fès. Una delle città imperiali del Marocco, anzi,  la più antica, insieme a Rabat Marrakech e Meknès. Durante il viaggio il paesaggio montagnoso comincia lasciare il posto alle coltivazioni di ulivi, e la tranquillità di Chefchouen viene sostituita dalla vivacità e dal fermento che si può respirare per le stradine della medina di Fès

4° Giorno: Esplorazione di Fès. Il solo esplorare la medina di Fès varrebbe il viaggio in Marocco. Una cornucopia di colori, suoni, luci e bellezza che possono essere apprezzate solo se ci si immerge completamente nella cultura marocchina  e nel modo di fare dei suoi abitanti.

5° Giorno: Il quinto giorno di viaggio ci vede abbandonare le montagne del RIF per dirigerci verso SUD. Ci lasciamo alle spalle la bellezza di Fès e ci dirigiamo verso le montagne dell’alto Atlante. La nostra tappa finale sarà Merzouga, alle porte del deserto del Sahara. Ma la nostra tappa intermedia ci porterà ad Ifrene e Midelt. Come antichi carovanieri attraverseremo alcuni dei paesaggi più belli che il Marocco ha da offrire: le sue montagne !

6° Giorno: Da Midelt  si viaggia verso Merzouga. La porta del deserto de Sahara. Il paesaggio lascia il viandante senza parole. Ci si ferma spesso per ammirare la bellezza delle montagne che lascia il posto alla maestosità del deserto.

8° Giorno: Giornata dedicata interamente al deserto e alla sua esplorazione. Perdersi fra le dune, bere un tea nel deserto sono esperienze che almeno una volta nella vita un viandante deve fare. Infine, la notte nel deserto e le sue stelle aspettano il viandante per riempire la sua testa di sogni. 

9° Giorno:  Si lascia il deserto e si viaggia in direzione Ourzazat.  Giornata intensa dove si esploreranno le magnifiche  Gole del Todra e le Gole del Dades.

10° Giorno: Ultimo giorno di guida in direzione Marrakech. Attraversare nuovamente le montagne dell’Atlante, attraverso il bellissimo Passo di Tizi n’Tichka. Le alte vette, lentamente lasceranno il posto alla ricchezza di una delle città più importanti e cosmopolite del Marocco. 

11° Giorno: Giornata dedicata interamente all’esplorazione di Marrakech e ai suoi segreti. Oltre le bellezze della medina, qui il viandante potrà dedicarsi ad una delle attività più belle e divertenti che si possano fare in Marocco: mercanteggiare.

12° Giorno: Rientro il Italia

Chefchouen

Chefchouen  sorge ai piedi delle bellissime ed aspre montagne del RIF. Il suo nome in arabo marocchino ha un significato più che appropriato, visto che significa ” che guarda le vette”, o anche “guarda le corna”, in riferimento alle bellissime vette che la circondano.
Il nome con cui tutti i viandanti conoscono Chefchouen è anche “La città blu”, in riferimento ai colori dominanti della medina.

Chefchouen, oggi è una città dalla spirito artistico, è un po selvaggio, dove il viandante può trovare ristoro protetto dalle vette che la circondano.
La sue origini però hanno ben poco di pacifico. 
Venne fondata nel 1471 da Moulay Ali ben Rachid (sultano marocchino), il quale fondo la città come base per le tribù berbere del RIF dalla quale esse potevano attaccare i portoghesi stanziati a Ceuta.

La città conobbe un periodo di espansione causato dai profughi musulmani ed ebrei provenienti dalla Spagna. A causa di questi nuovi abitanti, la città subì l’influenza dell’architettura spagnola grazie alla quale oggi abbiamo i muri imbiancati a calce e quest’aura spagnola che inebria la città.

Il colore azzurro apparve relativamente tardi, all’incirca negli anni 30 del 900. Ci sono varie versioni sul perchè venne introdotto.

Alcuni suggeriscono che il motivo fu principalmente climatico, visto che quel colore terrebbe più fresche le case durante il giorno nella calda satgione estiva, ed inoltre terrebbe lontano gli insetti. 

Altri dicono che il motivo sia religioso. Secondo questa teoria gli ebrei introdussero questo colore perchè ricordava quello del cielo, a loro sacro.