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La resilienza del camminatore


Per quanto misera sia la vostra vita, affrontatela e vivetela, non evitatela né insultatela.
Essa non è cattiva… Amate la vostra vita per quanto povera essa sia

Thoreau

Sono parole che colpiscono come un sasso lanciato nello stagno: semplici, ma capaci di smuovere tutto.
Parole che oggi suonano quasi rivoluzionarie, in un tempo in cui la vita viene spesso misurata in oggetti posseduti, amicizie accumulate, luoghi visitati.

Il problema non è avere cose, amici o viaggi. Sarebbe ipocrita dirlo.
Una serata con una persona vera, il silenzio di un paese lontano, uno strumento che ci semplifica la quotidianità… tutto questo contribuisce alla felicità. La rende più facile, più comoda.
L’errore, però, è renderla dipendente esclusivamente da ciò che sta fuori di noi.

Quando la serenità dipende solo da fattori esterni, diventa fragile. Basta poco per incrinarla.
Ecco perché serve costruire, giorno dopo giorno, una serenità interiore, fatta di equilibrio, consapevolezza e radici profonde. Una base solida che ci renda resilienti alle continue intemperie del mondo.

Col tempo ho capito una cosa semplice ma fondamentale: la via di mezzo è spesso la strada migliore.
Non significa rinunciare all’eccellenza o ai sogni, ma riconoscere che la vita funziona davvero solo quando trova il suo equilibrio.

E qui entrano in gioco gli amanti della natura.
Noi siamo incredibilmente fortunati.

La nostra via di mezzo è un sentiero, una mulattiera, una vetta sotto il cielo aperto.
È il passaggio lento dalla roccia al bosco, il profumo degli alberi che entra nei polmoni, il vento che sfiora la pelle, la luce che cambia colore sulle cime.

Per noi la serenità costa poco.
È poverissima, sì, ma allo stesso tempo immensamente ricca.

Camminando, curiamo il corpo e l’anima insieme.
Nella fatica della salita lasciamo andare i desideri superflui, uno dopo l’altro, come sassi tolti dallo zaino. E nel silenzio del passo regolare, la mente non può fare altro che pensare, scavare, andare in profondità.

Chi ama davvero la natura difficilmente resta superficiale.
Perché durante le lunghe ore di cammino si riflette, si ascolta, si cresce. Senza rumore, senza filtri.

Così, quasi senza accorgercene, diventiamo più resilienti al mondo che ci circonda.
Più forti, più presenti, più veri.

E allora continua a camminare.
Anche da solo. Soprattutto da solo

Buon cammino Viandante

Alessandro Lentini
Alessandro Lentinihttps://www.trekkingenuvole.it
Amante della natura, laureato in scienze naturali e scienze ambientali. Sono diventato Guida Ambientale Escursionistica per condividere con la gente la magia della riscoperta. Ritornare a conoscere il territorio che ci ospita: rispettandolo e rivivendolo a passo lento.

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