Spesso, mentre cammino su e giù per i sentieri delle montagne, pensando alle cose più profonde e spirituali della vita come: Avrò abbastanza cibo per la giornata? Il cane starà bene in giardino o avrà litigato di nuovo con qualche vespa? Il gatto avrà mangiato?

Incontro altri camminatori, e un po’ per riprendere fiato, un po’ perché è sempre bello condividere opinioni, pensieri e consigli sul percorso; ci si ferma a scambiare due chiacchere.

Fra le varie domande che mi vengono fatte, c’è n’è una che si presenta costantemente. Non so perché: Forse perché vedono la patacca con la scritta GUIDA e quindi pensano che io possa risolvergli i dubbi che li attanagliano nella costante ricerca dell’attrezzatura migliore.

Bastoncini da trekking

La domanda fatidica è: Ma i bastoncini servono davvero?

Oggi voglio provare a rispondere a questa domanda citando delle informazioni che raccolsi da un libro trovato quasi per caso in libreria. Un libro immerso all’interno di una moltitudine di volumi di Hobbistica come: “Come avere un orto perfetto” e “Fare del tuo gatto il più felice del mondo”.

Questo libro era: L’arte di Camminare di Luca Gianotti.

Un libro che presi quasi per caso, ma che da quel momento mi aiutò moltissimo nella pratica dell’escursionismo.

Fra i vari consigli inseriti nel libro, ad esempio consigli sull’attrezzatura o sulle erbe spontanee, trovai anche la sezione dedicata ai famigerati bastoncini da trekking

Bastoncini da trekking

Io, che fino a quel momento pensavo che visto che la natura mi aveva dato due gambe, e non quattro zampe, era perché per camminare avrei dovuto usare solo quelle, e che tutto il resto fosse solamente marketing di qualcuno che volesse vendere il solito prodotto rivoluzionario per il trekking.

Durante la lettura del paragrafo dedicato a questi famigerati alleati del camminatore, cominciai a pensare ai viandanti del medioevo, o quelli moderni, che vagavano per i sentieri del mondo in cerca di fatica e bellezza. Mi venne in mente che non esiste (o comunque sono pochissime) un’immagine che ritragga un viandante senza il suo fidato bastone o Bordone. Da allora la mia mente fece uno switch, un cambio di fase. Cominciai a vedere il bastoncino de trekking come un compagno fidato del camminatore e non come l’ultima cavolata da vendere agli sprovveduti.

Il paragrafo si apre in questo modo:

“A un certo punto i  grandi camminatori, quelli che affrontano camminate di molti giorni, si sono accorti che un bastone aiuta ad alleggerire il peso del corpo e dello zaino sulle ginocchia, due sono anche meglio”

Questa piccola introduzione fa capire subito da che partes si fosse schierato l’autore sulla questione bastoncini.

Ma andiamo ad elencare nello specifico in cosa ci aiutano i bastoncini da trekking:

  • Alleggerisce il peso sulle ginocchia e sulle caviglie. Sulle ginocchia di circa il 25%.
  • Consente di mantenere in attività la parte superiore del corpo. Aiutando l’attività respiratoria.
  • Aiuta a spingere nelle salite e frena nelle discese.
  • Tiene eretto il busto durante le salite.
  • Tenere lontano i cani aggressivi (se avete un bastone robusto).
  • Raccogliere frutti.
  • Due bastoncini ed una mantella possono essere usati per costruire un piccolo rifugio d’emergenza.

Inoltre, diventano compagni d’avventura ed un po’ ci si affeziona.

Oggi ne esistono di mille tipi e misure, con vari meccanismi di bloccaggio. Oltre i bastoncini Hi-tech, esiste anche il caro vecchio bastone raccolto nel bosco, o ancora meglio una bellissima ferula essiccata al sole.

Insomma, arrivando alle conclusioni.

I bastoncini da trekking sono uno di quegli strumenti utilissimi quando si va in montagna, e che bisogna avere sempre nello zaino (anche se non li si usa e sempre meglio averli dietro).

Il costo è abbastanza irrisorio, qualche decina di euro per dei modelli ottimi, ma la resa di questo acquisto è tantissima. Inoltre, se ben mantenuti, durano una vita.

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